progetto realizzato con il contributo dell' Unione Europea
Laboratorio di scrittura creativa
con Paola Galvani - novembre 2005
Il laboratorio di scrittura rappresentava il primo passo per noi, della Redazione Interculturale Andirivieni per sperimentarsi con la scrittura, giocando tra parole ed emozioni.
Questa esperienza che è poi diventata un modo per conoscere sé stessi e gli altri, ha rappresentato un ottima occasione di esercizio di scrittura e soprattutto un modo di dare forma concreta ai nostri pensieri.
All’apparenza quasi nessuno di noi “redazione” scriveva abitualmente ma abbiamo scoperto, con l’andar del tempo e soprattutto con l’aiuto della nostra mentore, che era molto semplice parlare alla carta di noi, dei nostri sentimenti, delle “nostre persone”.
Queste che seguono sono le parole degli autori di questo lavoro prodotto in maniera molto spontanea; parole che vengono dal cuore,
pensieri, ricordi, aspettative…..
"Non riesco a dare una definizione di scrittura creativa, né riesco a spiegare “come si fa”, perché non è possibile ridurre tutta la complessità di un laboratorio ad una ricetta unica e definitiva.
Tante sono le ricette quante sono le situazioni che di volta in volta si presentano. Ogni gruppo è formato da persone diverse, diverse da quelle di un gruppo precedente, diverse fra di loro; ogni gruppo ha motivazioni, aspettative differenti.
L’unica certezza è che un atelier di scrittura creativa è il luogo dell’incontro, dell’ascolto, dello scambio, del benessere, del tempo dedicato a sé, del dono che si fa a sé e agli altri attraverso, ma non è d’obbligo, la lettura del proprio testo; è il luogo in cui si mettono in gioco emozioni, dove si può anche piangere, ridere, stupirsi, conoscersi, conoscere; è il luogo del rispetto, dove non si esprimono giudizi; è il luogo in cui si scrive unicamente perché si prova il bisogno e il piacere di scrivere.
Ogni incontro ha una struttura circolare sia per la disposizione di chi vi partecipa sia perché si inizia da una lettura e si conclude con una lettura.
I testi letti da chi conduce l’atelier costituiscono la suggestione letteraria, lo stimolo che genera la creazione di altri testi, di nuovi testi, molto differenti perché differenti sono i vissuti, le evocazioni a cui il testo/stimolo rimanda, gli stili espressivi.
Dalla scrittura si ritorna alla lettura di ciascun testo: è come se ciascuno avesse dialogato con l’autore inizialmente proposto.
I testi di questo gruppo sono “risposte” a Borges, Senghor, Barthes, Szymborska, Raboni, Ritsos…
Sono stati incontri intensi, dai quali ogni volta uscivo, come sempre mi accade, con quella strana sensazione di affaticamento unita ad un senso di leggerezza per il piacere di aver scoperto volti, voci, mondi di ragazze e di un ragazzo, ai quali dico con affetto: Grazie."