LA CAMPAGNA INFORMATIVA

Vogliamo costruire insieme una campagna di sensibilizzazione e memoria su quello che è stata la legge Bossi -Fini (in vigore dal 2002 al 2007) , basata sulle storie vere delle sue "vittime". Casi con un volto umano, una storia spesso tragica consumata nel silenzio, persone con un nome, dei genitori, sorelle, fratelli, figli.

Il punto è far vedere chi è veramente il famigerato clandestino: un poveraccio che lavora tutta la notte in pizzeria per un pezzo di pane e un letto nel retrobottega e non ha neanche il coraggio di andare dal medico quando sta male, un ragazzo che si fa sfruttare in cantiere in nero per mandare due soldi alla sua famiglia nel deserto, un trentenne appena sposato che piuttosto che tornare dalla moglie con in mano solo i debiti e il foglio di via si butta sotto a un treno.
Ciascuno di noi ha conosciuto casi simili di tutte le nazionalità. Insomma, presentare la disumanità della legge non con parole e slogan teorici, ma con la faccia e le storie umane di persone in carne e ossa.

Sappiamo che è allo studio del legislatore una modifica della legge attuale e anche per questo riteniamo che sia importante in questo momento affermare che ci deve essere un confine sotto il quale non si può scendere.

Questo lavoro vuole essere una denuncia, ma anche un progetto di documentazione memorialistica di ciò che hanno significato gli anni della "Bossi-Fini" per i migranti in Italia, documentazione che rimarrà valida anche se e quando la legge sarà cambiata - e ci auguriamo che ciò avvenga presto e in modo radicale.

LA LEGGE BOSSI - FINI

In una legge brutta e disumana, abbiamo individuato 3 punti che più di altri generano sofferenza e che, dalle anticipazioni, la nuova legge in discussione non sembra superare completamente:

•  legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno , insostenibile in una situazione flessibilità del lavoro sempre più frenetica;

•  madri irregolari con bambini piccoli - la priorità di "tutelare" il minore senza considerazione per l'unità familiare genera situazioni di fortissima sofferenza e apre la porta a possibili abusi da parte dei servizi, spesso animati da pregiudizi;

•  il paradosso del "clandestino prigioniero in Italia" - sembra incredibile ma, nonostante le continue promesse di "pugno duro" contro i clandestini identificati come fonte di ogni pericolo, una persona realmente priva di documenti non può legalmente lasciare il paese anche quando lo desideri.

Perché è evidente che la causa delle situazioni senza uscita che vi proponiamo (che non sono eccezionali, ma comunissime) non è il destino o l'incapacità delle singole persone, ma il quadro normativo vigente, ampiamente sotto il confine dell'umano.

Le storie raccontate sono vere e raccolte dalla testimonianza diretta dei protagonisti o da persone a loro vicine. Sono stati cambiati i nomi e omessi i riferimenti a luoghi e date precisi nei casi di persone viventi per tutelarne la riservatezza e in alcuni casi la sicurezza.