di Victor - Tiaxcala, Messico
“Chi trova un amico trova un tesoro”.
Gli amici della nostra vita ci fanno partecipi del mistero dell’appartenenza. Siamo parte dei nostri amici tanto come loro sono parte di noi. Non c’è mistero più grande come quello di essere una persona, perché ogni persona è un mistero, un mistero che non rimane occulto ma che si manifesta parzialmente e in ogni momento: una rivelazione che non è rivelata a tutti, ma soltanto a quelle persone che sono considerate amiche. In questo senso, nelle manifestazioni che ognuno di noi fa di sé stesso con i propri amici si trovano le verità che costituiscono la propria personalità. Essere coscienti di quello che un amico ci rivela e di quello che noi riveliamo a un amico ci fa diventare appartenenti l’uno dell’ altro.
Per noi le persone sono delle “persone”, e noi siamo per le persone quello che loro sono per noi: dei perfetti sconosciuti. Delle persone non sappiamo nient’altro che non sia quello che ci fa sapere la loro apparenza, cioè il loro modo di apparire. Il dizionario ci dice che la parola persona, nel senso filosofico del termine, significa maschera (o personaggio), questo termine indicava per gli stoici i compiti eseguiti dall’uomo durante la sua vita; erano dei compiti che configuravano il complesso delle relazioni che legavano l’uomo a una situazione data e lo definivano in relazione ad essa. Dunque, riscattando il significato filosofico del concetto persona, possiamo dire che una persona a noi strana non è più strana (o sconosciuta) quando entra in relazione con noi e, oltre quello, non sarà una persona qualsiasi se divento nostro amico.
Normalmente eseguiamo diversi compiti circoscritti entro situazioni precise e lo facciamo in relazione con delle persone o degli amici per raggiungere un obiettivo preciso.
Attraverso questo dinamismo sociale ognuno di noi si forma ed acquista una propria personalità o un modo di essere. Se vogliamo sapere chi siamo, quindi, la risposta la troviamo in quello che facciamo, perché sono le nostre azioni che ci distinguono. Ma se vogliamo confermare la nostra risposta ed avere una miglior conoscenza di noi stessi, allora dobbiamo chiedere chi siamo a quelli che ci conoscono. E non ci sarà miglior risposta che quella che possa darci un amico o una nostra amica.
I nostri amici e amiche sono dei tesori perché in loro si trova la ricchezza dell’ amicizia e soprattutto la ricchezza di conoscere realmente noi stessi, così come siamo. In questo senso è molto importante avere degli amici e mantenerli presenti, appartenenti a noi, perché soltanto in questo modo possiamo essere veramente ricchi.
Nel costante andirivieni della nostra storia quotidiana siamo delle persone sconosciute per i “senza nome”, per i fantasmi di personalità non conosciute, ma nell’ andirivieni della nostra vita privata siamo degli amici o delle amiche, amati e ben voluti. I nostri amici, oltre alla ricchezza di umanità che ci donano, ci vogliono bene e ci apprezzano così come siamo. E questo per me rappresenta una fonte viva di amore fraterno.
Sono convinto che chi trova un amico trova un tesoro.
Amici siamo e non più delle persone. Ci siamo tolti la maschera della nostra apparenza, e adesso ci conosciamo un po’ di più, cerchiamo di conoscere ad altre persone e di diventare i loro amici, sicuramente dopo aver trovato un altro tesoro non saremmo più gli stessi di adesso.
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