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Persone  
La città in un andirivieni genn 06

di Herbert Salas - Huancayo, Perù

Mauro e’ appena giunto in Italia. Bologna e ancora una citta’ ignota per lui. Non esce da una settimana. Non puo andare a comprare niente perchè non sa ne anche una parola d’italiano. Il suo sguardo dalla solita finestra è sempre piu annoiato, bisogna uscire, scendere. Nessuno lo chiamera’ al telefono nei prossimi giorni o mesi. Dipenderà solo da lui. A duecento metri da quella stanza, Michella e’ nella stessa condizione, ma perche e’ tornata da un breve viaggio in India che però l’ha sconvolta.

Tutti e tre hanno attorno un mondo da scoprire. Tutti e tre hanno iniziato un percorso che non ha ritorno.

Bologna e’ piena di queste storie che iniziano ogni minuto. Alcune vite non sono legate soltanto alle proprie famiglie, alla propria terra, alle proprie tradizioni. Ai giovani occorre adeguarsi alla realta’ dinamica di una citta’ che accoglie ed espelle centinaia di persone al giorno. Vite che iniziano un’altra volta e vite che si lasciano nel ricordo. Questa citta’ universitaria e giovane per natura ha il potere di attirare anche l’attenzione di migliaia di ragazzi e ragazze che arrivati qui da tutta Italia e mezza Europa si incontrano e si uniscono con ragazzi di tutto il mondo.

Il rumore di fondo che causa questo flusso di vite giovani incontrandosi e lasciandosi assomiglia al fruscio di corpicini che si sfiorano all’interno di un grande formicaio, nel quale , però non esiste nessuno scopo che non sia transitare, sperimentare, circolare, imparare, incontrarsi e anche distrarsi e perdersi nella confusione.

Se soffermiamo questo traffico a 1/60 di secondo e osserviamo l’immagine scattata di questa realta’ dinamica, senza la presunzione dell’esaustivita’ analitica, avremo uno spaccato di questi mondi circolari, ciclici di andata e ritorno, composto per esempio di queste vite parallele di persone giovani che hanno lasciato la propria terra e che lottano per adeguarsi, o giovani diversi che si sentono sempre piu stranieri nella propia città, o ancora persone che hanno imparato a vivere questa esperienza come una grande occasione per crescere. Menti che senza sapere sono dentro un percorso che chiamiamo “interculturalita”.

Sediamoci in un angolo trafficato e guardiamo i ragazzi pachistani che si prendono sorridenti la mano dopo la preghiera del venerdi, oppure guardiamo i lunghi pantaloni griffati dei ragazzi filipini che si incontrano nel bouling, o ancora osserviamo le donne dello Sri Lanka che si ritrovano in piazza con bellissime acconciature , o ai peruviani che si divertono e si abbraciano dopo le partite di calcio . Mai in questo paese, neanche al tempo delle invasioni barbariche c’era stata una interazione di elementi cosi diversi. Mai in Italia si e’ avuto questa gran opportunità e questa grande fortuna di avere cosi vicini gli “appena arrivati” , cosi, autenticamente “diversi” . Mai piu i ragazzi italiani avranno la fortuna di poter contemplare i loro coetanei giunti da ogni parte del mondo. Pensare che solo tra pochissimi anni , non esistirano pui, saranno diventati “gli integrati” o “i ghetizzati”e i loro figli saranno i nuovi cittadini italiani.

Godiamoci allora attraverso i protagonisti l’avvicinamento a questa realta’ speriamo, come giovane redazione interculturale, di riuscire a "fotografare" più semplicemente possibile la confusione che ci circonda e di metterne in evidenza la bellezza e la richezza culturale che ne può derivare...buon viaggio all'interno di una Bologna complessa, divertente, giovane, tutta da scoprire!

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