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La storia del cammello che piange mag 06

di Herbert - Huancayo, Perù

locandina

Un film di Byambasuren Davaa e Luigi Falorni

Die Geschichte vom Weinenden Kamell


Documentario, colore, 87 min
anno: 2004
produzione: Germania
distribuzione: Fandango

candidato all'oscar 2005

 

Per un nucleo familiare che abita in mezzo a un deserto, che non ha nessun contatto con le altre popolazioni se non soltanto quando c'è veramente bisogno, uno degli eventi più importanti è la nascita di un cammello. La simbiosi fra questi animali e l’uomo diventa sacra grazie alla necessità di entrambi per la soppravivenza.

Ci troviamo in mezzo del Deserto di Gobi , tra la Mongolia e la Cina. Tanti piccoli si agitano dentro una tenda che ricorda gli ultimi eredi di Kan . Una fascia culturale del mondo a noi molto ignota. I canti con voci molto sottili e la vita comunitaria ci immergono in un’atmosfera di altri tempi . Questa comunione familiare che diventa ogni singola azione, ogni pasto, ogni momento della giornata, si corona con la ansiosa attesa del piccolo cammello che sta per nascere. ma succede qualcosa di inaspettato. La madre dell' animale dopo un parto doloroso non lo vuole allattare.

Elogio della semplicità nomade contro l'invasività della modernità tecnologica. Va riconosciuto ai due neo-registi tedeschi di essere riusciti nel difficile obiettivo di scomparire dietro la macchina da presa.

Il documentario lascia passare davanti all' obiettivo una storia raccontata con linguaggio spazio-temporale appartenente a una cultura visiva e narrativa molto diversa . Tutta quella accumulazione di lunghe sequenze che nel cinema moderno sarebbero solo esagerate e prive di azione trovano la loro compiutezza verso la fine dove l’amore dell’uomo è simile a quello della natura, in una semplice ma profonda lezione di tenerezza che può emozionare.

Una storia lineare, senza effetti speciali, nè colpi di scena, senza rumore e senza fretta. Una lezione dell' universalità dell’amore .

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