di Victor Moreno
Vorrei parlare di una festa religiosa poco conosciuta a Bologna e che ha ravvivato la fratellanza (religiosa) tra la comunità peruviana presente in questa città. Si tratta della festività del “Señor de los Milagros”, antica celebrazione peruviana che a Bologna trova spazio (come manifestazione) ogni mese di ottobre: questa manifestazione riveste una grande importanza per i discendenti degli Incas.
Questa ricorrenza ha le sue radici in un evento straordinario. Verso la metà del XVII secolo, in un Perú dominato dal colonialismo spagnolo e portoghese, in cui l'immigrazione di schiavi neri era molto presente, un uomo d'origine angolese dipinse l'immagine del Crocifisso in una delle pareti del tempio a cui egli apparteneva.
Il 13 novembre del 1655 un terribile terremoto si fece sentire nell'attuale capitale del Perú e in molte altre comunità dell'antico paese sudamericano. Molti paesi rimasero distrutti. La chiesa in cui era presente il dipinto del Crocifisso rimase quasi completamente distrutta, ma successe il miracolo che avrebbe fatto nascere la grande devozione verso “El Cristo Morado”, il muro sul quale era stato dipinto l'immagine del Crocifisso (fatto di un materiale molto fragile) rimasse intatto e senza neanche una sola crepa. Questo evento straordinario fu l'origine di questa festività, nonché i diversi miracoli ad essa attribuiti.
Da allora in tutto il Perú questa commemorazione religiosa è sempre stata fonte di unità popolare. In Perú come nel resto del mondo, questa festività è promossa principalmente dalle diverse confraternite (“ La Hermandad del Señor de los Milagros”), che sono i gruppi responsabili della completa organizzazione della festività. La Confraternita è divisa in due gruppi, uno maschile e uno femminile.
A Bologna questa festività ha trovato tempo e spazio di manifestazione pubblica da pochi anni . Nel mese di ottobre la comunità peruviana di Bologna si organizza per portare in processione l'immagine sacra per le principali strade del centro storico di Bologna. E alla fine della festività religiosa si riuniscono nell'oratorio di San Donato (v. Zamboni 12) per condividere qualche pasto tipico peruviano e per passare un momento di allegra compagnia allietata da canti e danze tipiche con bellissimi costumi tipici.
Parte di questa grande comunità (una piccola parte in realtà) si riunisce sempre in questo Oratorio per partecipare alla messa della domenica in lingua spagnola e anche italiana. Questa è senza dubbio una delle tante manifestazioni culturali che in una città multiculturale come la nostra contribuiscono alla formazione di una società interculturale , in cui c'è una vicinanza di culture piuttosto che uno scontro tra di esse.
…”l'immigrato non si confronta con una società di miscredenti secolarizzati, ma con un contesto in cui si continua a utilizzare in massa, sia pure in forme non tradizionali, il sacro soprannaturale e in cui il ruolo della Chiesa è determinante nelle politiche di accoglienza, inserimento e integrazione. Abbandonando il riferimento alla religione, l'immigrato si priverebbe di una risorsa che i non immigrati continuano a utilizzare per dare senso all'esperienza quotidiana. Egli ha quindi interesse che la sua religione sia rispettata e che egli possa praticarla liberamente. Del resto, l'immigrazione accentua il bisogno di senso ultimo e spinge a ripensare i contenuti che definiscono l'identità. In questo senso la religione, nella sua dimensione personale e collettiva, rappresenta un vero laboratorio di cambiamento” (A.Colombo, A. Genovese e A. Canevaro, a cura di, Educarsi all'intercultura, Erikson, 2005, p. 71)
Mi auguro che il vissuto religioso della comunità peruviana sia anche un'opportunità per conoscere più da vicino la cultura (storico-religiosa) Italiana e che sia un mezzo di confronto anche con le altre culture presenti nel territorio italiano.
  
Per un maggior approfondimento consultate:
http://www.hermandaddelsenordelosmilagrosdenazarenas.org
http://www.provincia.bologna.it/immigrazione/pdf/CPB_Comunidad_Peruana.pdf
|