Migrano. Si spostano, viaggiano, lavorano, fanno figli, stringono rapporti. Percorrono le strade dei paesi in cui sono arrivati. Guardano la città, in un misto di attrazione, desiderio e sensazione di estraneità. Ci sono. Tante nazionalità, desideri, pratiche, convivialità. La loro presenza invade come un ciclone il mondo dell’arte. Chiede narrazioni, spettacoli, eventi, segni, performance. Chiede soprattutto che si smetta di guardare allo straniero come a una periferia scomoda e un po’ vergognosa del nostro mondo. Chiede luce, dibattito ampio e sereno, discussioni aperte nei luoghi belli e importanti della città. Chiede un incontro artistico che si trasformi in un’occasione di cittadinanza, dove rafforzare tutti i vincoli che ad essa ci uniscono. Chiede un’agorà, una piazza, luogo di arte, di pensiero e di incontro.
Il libro analizza l’associazionismo delle donne senegalesi nel nuovo ambiente urbano d’immigrazione, con particolare riferimento a due associazioni, ovvero la tontine e il dahira.
Aleph lavora per creare momenti di scambio e conoscenza reciproca fra bambini appartenenti a culture diverse.
Nasce all'interno del Centro Interculturale Zonarelli di Bologna, dall'incontro spontaneo di giovani che da tempo erano occupati in questa realtà a livello di volontariato.